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Oltre alle tecniche illustrate in questa pagina, se senti negatività
intorno a te oppure nella tua casa, puoi purificare gli ambienti in cui
vivi eseguendo
LA PULIZIA DELLA SPAZIO
oppure scoprendo, con il
FENG SHUI
come modificare l'ambiente in cui vivi o lavori, per ottenere prosperità
e felicità.Oppure puoi
provare un
RITO MAGICO
per allontanare la sfortuna e proteggerti.

Il tuo scudo protettivo da
invidie, paure, cattiverie:
La tecnica del campo GIA
GRAZIE!

Leggi alcune pagine
del libro on
line:
Il Potere di Adesso
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Alcune tecniche utili nella
vita di tutti i giorni
per liberarti da negatività, ansietà, frustrazione e giudizi,
quando ti accorgi di essere schiavo della mente.
Osho
Ti sei mai sentito una vittima della mente: sommerso dalla
negatività, dall’ansietà, dalla frustrazione, dal giudizio? Quello che
segue è una semplice strategia meditativa per trasformare ogni pensiero
di cui non riesci a liberarti.
Quando senti che nella mente sta sorgendo un giudizio (o qualche altro
pensiero ostinato), cambia il tipo di respirazione: vedrai subito un
cambiamento, e cioè che il giudizio scompare.
Quando vuoi cambiare qualche schema mentale che è ormai diventato
un’abitudine, la cosa migliore è agire sul respiro. Tutti gli stati
della mente sono associati con particolari ritmi di respirazione. Cambia
la maniera di respirare e la mente cambierà subito, all’istante. Prova.
Ogni volta che ti accorgi che sta emergendo un giudizio, che stai
ricadendo in una vecchia abitudine, butta subito fuori il respiro, come
se insieme a esso tu volessi gettar via anche il giudizio.
Espira profondamente, tirando in dentro lo stomaco e senti – visualizza
mentre butti fuori l’aria – che l’intero giudizio è stato buttato fuori.
Poi inspira profondamente – aria fresca – per due o tre volte, e osserva
cosa succede. Ti sentirai come nuovo: la vecchia abitudine non ce l’ha
fatta a prender piede.
Inizia con l’espirazione, non con l’inspirazione. Quando senti che vuoi
far entrare qualcosa, comincia con l’inspirare. Se vuoi buttare fuori
qualcosa, comincia con l’espirare e osserva come questo influenzi
immediatamente la mente.
E non preoccuparti troppo, perché proprio questa preoccupazione dà
ancora più energia al giudizio, lo rafforza. Fa’ come ti dico e vedrai
che la mente si occupa subito di qualcosa d’altro, è arrivata aria
nuova.
Non sei più sul vecchio binario, non tornerai alla vecchia abitudine.
Questo funziona con tutte le abitudini. Se fumi, ad esempio, quando hai
un forte desiderio di fumare e non vuoi farlo, espira subito
profondamente ed elimina così questa urgenza. Poi inspira e vedrai che
la voglia di fumare non c’è più.
Questo può diventare uno strumento molto importante per la
trasformazione interiore.
Osho, tratto da:
Hammer on the Rock
Letto su Osho Times 55
In
definitiva vi è un solo problema:
la mente legata al tempo.
di Eckhart Tolle
Il potere di Adesso
Ogni negatività è causata
da un accumulo di tempo psicologico e dalla negazione
del presente.
Disagio, ansia, tensione, stress, preoccupazione (tutte forme di paura)
sono causati da un eccesso di futuro e da un'insufficienza di presente.
Senso di colpa, rimorso,risentimento, rancore, tristezza, amarezza e
ogni forma di mancato perdono sono causati da un eccesso di passato e da
una insufficienza di presente.
La maggior parte di voi trova difficile credere che sia possibile uno
stato di consapevolezza totalmente libero da ogni negatività. Eppure
questo è lo stato liberato a cui punta ogni dottrina spirituale. E' la
promessa di salvezza, non in un futuro illusorio ma proprio qui e ora.
Potrete trovare difficile riconoscere che il tempo è la causa della
vostra sofferenza e dei vostri problemi. Credete che siano causati da
situazioni specifiche della vostra vita e da un punto di vista
tradizionale è così. Ma finchè non affrontate la disfunzione
fondamentale della mente che crea i problemi (il suo attaccamento al
passato e al futuro e la negazione dell'Adesso), i problemi sono in
realtà intercambiabili. Se tutti i vostri problemi e le presunte cause
di sofferenza e di infelicità vi venissero miracolosamente tolti oggi,
ma voi non foste diventati più presenti, più consapevoli, ben presto vi
ritrovereste con un'analoga serie di problemi o di cause di sofferenza,
come un'ombra che vi segue dovunque andiate.
CHE TUTTI GLI ESSERI SIANO
FELICI !
di S.N. Goenka
Il seguente articolo si basa su di un discorso tenuto pubblicamente da
S.N. Goenka a Berna, Svizzera, nel 1980.
Tutti noi cerchiamo pace e armonia, perché questo è ciò che manca alla
nostra vita. Di tanto in tanto tutti noi sperimentiamo agitazione,
irritazione, disarmonia.
E quando soffriamo per queste miserie, non le limitiamo a noi stessi;
spesso le distribuiamo anche agli altri. L'infelicità pervade
l'atmosfera attorno a chi è miserabile e anche tutti quelli che vengono
in contatto con questa persona ne vengono afflitti. Certamente questo
non è un modo pratico di vivere.
Dovremmo vivere in pace con noi stessi e con gli altri. Dopotutto
l'essere umano è un essere sociale; deve far parte della società e avere
a che fare con gli altri. Ma come possiamo vivere in pace? Come possiamo
rimanere in armonia dentro noi e mantenere attorno a noi pace e armonia
in modo che anche gli altri possano vivere in modo pacifico e armonioso?
Per poter essere sollevati dalla nostra miseria, dobbiamo conoscerne la
ragione di base, la causa della sofferenza. Se esaminiamo il problema,
ci appare chiaro che quando iniziamo a generare nella mente una qualche
negatività o impurità, siamo destinati a divenire infelici.
Negatività e impurità nella mente non possono
coesistere con pace e armonia. Come iniziamo a generare
negatività?
Ancora, investigando, la cosa diviene chiara. Diventiamo tesi e infelici
quando troviamo qualcuno che si comporta in un modo che non ci piace, o
quando scopriamo che sta succedendo qualcosa che non è di nostro
gradimento. Succedono cose indesiderate e cominciamo a creare tensione
dentro di noi. Non accade ciò che desideriamo, sulla nostra strada
sorgono degli ostacoli, e di nuovo generiamo tensione in noi stessi;
creiamo dei nodi dentro di noi.
E nel corso della vita continuano ad accadere cose indesiderate, ciò che
vogliamo potrà avverarsi oppure no, e questo processo di reazione, di
creare nodi - nodi gordiani - fa sì che l’intera nostra struttura
mentale e fisica divenga così tesa, così piena di negatività
che la vita diventa miserabile.
Ora, un modo per risolvere il problema è di organizzare le cose in modo
che nulla di indesiderato avvenga mai e che tutto vada esattamente così
come lo vogliamo. Dovremmo sviluppare il potere di far sì che le cose
indesiderate non accadano e invece accada solo ciò che desideriamo,
oppure qualcun altro che venga in nostro aiuto dovrebbe avere questo
potere. Ma ciò non è possibile.
Non esiste nessuno al mondo i cui desideri vengano sempre esauditi, a
cui tutto accada secondo i propri voleri, senza mai nulla di
indesiderato.
Continueranno a verificarsi fatti e situazioni contrari ai nostri
desideri e ai nostri voleri. Così sorge la domanda: come possiamo non
reagire ciecamente di fronte a queste cose indesiderate? Come possiamo
non creare tensioni e rimanere in pace e in armonia?
In India ed in altri paesi persone sagge e sante del passato hanno
studiato questo problema, il problema della sofferenza umana, e hanno
trovato una soluzione: se qualcosa di indesiderato accade e si inizia a
reagire generando collera, paura o qualsiasi negatività, allora, appena
è possibile, si deve spostare la propria attenzione su qualcos'altro.
Per esempio ci si alza, si prende un bicchiere d'acqua, si beve; la
collera non potrà moltiplicarsi e comincerà a placarsi. Oppure ci si
mette a contare: uno, due, tre, quattro; oppure si comincia a ripetere
una parola, o una frase, o un mantra, magari il nome di una divinità o
di una persona santa a cui si è devoti - e così la mente si svia e, fino
ad un certo punto, ci si libera dalla negatività, dalla rabbia.
Questa soluzione è stata utile; ha funzionato e funziona ancora. Così
facendo, la mente si sente libera dall'agitazione. Tuttavia questa
soluzione funziona solo a livello conscio.
In effetti, sviando l'attenzione, si spinge la negatività nel profondo
dell'inconscio e a quel livello le stesse impurità continuano a prodursi
e a moltiplicarsi. Alla superficie c'è uno strato di pace ed armonia, ma
nel profondo della mente giace un vulcano addormentato di negatività
rimossa che prima o poi esploderà con una violenta eruzione.
Altri esploratori della verità interiore si sono spinti più lontano
nella loro ricerca: sperimentando all'interno di se stessi la realtà
della mente e della materia, compresero che sviare l'attenzione è solo
un modo di sfuggire al problema.
La fuga non è una soluzione: occorre affrontare il problema.
Ogni volta che della negatività sorge nella mente, semplicemente
osservatela, affrontatela.
Non appena ci si mette a
osservare un’impurità mentale, essa inizia a perdere forza.
Gradualmente si affievolisce e viene sradicata.
Una buona soluzione che evita entrambi gli estremi: soppressione e
libera manifestazione. Il mantenere la negatività nell'inconscio non la
sradicherà; d’altra parte, permettendole di manifestarsi nell'azione
fisica o verbale, si creeranno soltanto nuovi problemi. Invece, se si
osserva semplicemente, l’impurità svanisce e la negatività viene
estirpata. Siamo liberi dell’impurità.
Sembra magnifico, ma è veramente realistico? Non è facile fronteggiare
le proprie impurità. Quando la collera sorge, essa ci travolge così
rapidamente che neppure ce ne accorgiamo. Poi, sopraffatti dalla rabbia,
commettiamo azioni fisiche o verbali che sono dannose per noi e per gli
altri. E più tardi, quando la collera è passata, ci lamentiamo e ci
pentiamo, chiedendo scusa a questa o quella persona, oppure a Dio: “Ho
sbagliato, ti prego, perdonami”. Ma la volta seguente, in una situazione
simile, reagiamo di nuovo allo stesso modo.
Tutto questo pentirsi non ci aiuta per niente.
La difficoltà è che non siamo consapevoli di quando ha inizio una
negatività. Incomincia in profondità, nella mente inconscia, e quando
raggiunge il livello conscio ha acquistato una forza tale che ci
travolge e non riusciamo a osservarla.
Supponiamo che io assuma un segretario privato che mi avverta quando la
collera ha inizio: "Attento, sta iniziando la collera!" Ma dato che non
posso sapere quando la collera può incominciare, dovrei disporre di tre
segretari privati per tre diversi turni di lavoro, 24 ore su 24! Ma
diciamo che me lo possa permettere. Ora la collera ha inizio, e
immediatamente il segretario mi avvisa: “Attenzione, sta iniziando la
collera!” La prima cosa che farei sarebbe di rimproverarlo: "Sciocco,
pensi di essere pagato per insegnare a me?" Sarei così sconvolto dalla
collera che nessun consiglio mi potrebbe aiutare.
Ma mettiamo che invece prevalga il buon senso e che non lo rimproveri;
anzi, che gli dica: "Tante grazie, ora devo sedermi ed osservare la mia
rabbia". Ma è possibile? Non appena chiudo gli occhi e cerco di
osservarla, nella mia mente si presenta immediatamente l'oggetto della
mia rabbia - la persona o la situazione che le ha dato inizio. Ma allora
non sto osservando la rabbia stessa.
Sto solo osservando lo stimolo esterno di quell’emozione.
Questo non farà che moltiplicare la collera, il che non è certo una
soluzione. È molto difficile osservare una negatività astratta,
un'emozione astratta, separata dall'oggetto esterno
che l'ha provocata.
Ma una persona che è giunta alla verità ultima ha trovato una vera
soluzione. Scoprì che, quando nella mente sorge un’impurità,
simultaneamente a livello fisico iniziano a succedere due cose.
Una è che il respiro perde il suo ritmo normale.
Ogni volta che nella mente appare una negatività, si inizia a respirare
più forte.
Ciò è facile da osservare.
A un livello più sottile, cominciano delle reazioni biochimiche
all'interno del corpo, delle sensazioni. Ogni impurità genererà
sensazioni di questo o quel tipo in una qualche parte del corpo.
Ecco allora una soluzione pratica. Una persona normale non riesce ad
osservare le impurità astratte della mente: paura, collera o passione
astratte. Ma con un allenamento e una pratica adeguati, diventa molto
semplice osservare il respiro e le sensazioni nel corpo, che sono
entrambe collegate direttamente con le impurità mentali.
La respirazione e le sensazioni aiuteranno in due modi. In primo luogo
faranno da segretari privati. Non appena sorge un’impurità nella mente,
il respiro perde la sua normalità e avverte: "Attenzione, c'è qualcosa
che non va!" E non possiamo rimproverare il respiro, dobbiamo accettare
l'avvertimento. Così anche le sensazioni ci avvertiranno che c'è
qualcosa che non funziona. Allora, così avvertiti, iniziamo a osservare
il respiro, iniziamo a osservare le sensazioni.
E ben presto scopriamo che la negatività svanisce.
Questo fenomeno mentale-fisico è come una medaglia a due facce. Da una
parte ci sono tutti i pensieri e le emozioni che sorgono nella mente,
dall'altra il respiro e le sensazioni nel corpo.
Ogni pensiero o emozione, ogni impurità mentale che sorge, si manifesta
nel respiro e nella sensazione di quel momento.
Così, osservando il respiro o le sensazioni, stiamo di fatto osservando
le impurità mentali. Anziché sfuggire al problema, affrontiamo la realtà
così come è. Scopriremo che le impurità perdono la loro forza e non
riescono più a travolgerci come in passato. Se perseveriamo, alla fine
esse scompaiono completamente e cominciamo a vivere una vita pacifica e
felice, una via progressivamente libera dalle negatività.
In questo modo la tecnica di auto-osservazione ci mostra la realtà nei
suoi due aspetti: esterno e interno. Fino ad ora abbiamo sempre guardato
all'esterno, lasciandoci sfuggire la verità interiore.
Abbiamo sempre cercato fuori di noi la causa della nostra infelicità;
abbiamo sempre incolpato e cercato di cambiare la realtà esterna.
Ignorando la realtà interiore non abbiamo mai compreso che la causa
della sofferenza giace dentro di noi, nelle nostre cieche reazioni alle
sensazioni piacevoli e spiacevoli.
Ora, con la pratica, riusciamo a vedere l'altra faccia della medaglia.
Diventiamo consapevoli del respiro e di ciò che accade dentro di noi.
Che si tratti di respiro o di sensazione, impariamo a osservare
semplicemente, senza perdere l’equilibrio mentale. Smettiamo di reagire,
smettiamo di moltiplicare la nostra miseria. Invece, lasciamo che le
impurità si manifestino e poi svaniscano.
Più si pratica questa tecnica e più rapidamente le negatività si
dissolveranno. Gradualmente la mente si libera dalle impurità, e diviene
pura. Una mente pura è sempre piena di amore, amore disinteressato per
gli altri, piena di compassione per le debolezze e le sofferenze degli
altri; gioiosa dei loro successi e della loro felicità; piena di
equanimità in ogni situazione.
Quando si arriva a questo stadio, tutto l'andamento della propria vita
cambia. Diventa impossibile fare - verbalmente o fisicamente - qualcosa
che disturbi la pace e l'armonia degli altri. Anzi, la mente equilibrata
non solo diventa piena di pace, ma anche l’atmosfera circostante diverrà
colma di pace e armonia, e questo inizierà a influenzare anche gli
altri,
e ad aiutarli.
Imparando a rimanere equilibrati di fronte a qualsiasi esperienza
interiore, si sviluppa il distacco anche da tutto ciò che si incontra
nelle situazioni esterne. Questo distacco non è però fuga o indifferenza
riguardo ai problemi del mondo. Coloro che praticano regolarmente
Vipassana diventano più sensibili alle sofferenze degli altri e fa del
suo meglio per alleviarle - non con l’agitazione, ma con una mente piena
di amore, compassione ed equanimità. Imparano la santa indifferenza:
come essere pienamente impegnati, pienamente coinvolti nell’aiutare gli
altri, mantenendo allo stesso tempo una mente equilibrata. Così, mentre
si lavora per la pace e la gioia degli altri, si rimane felici e in
pace.
Questo è ciò che ha insegnato il Buddha, un'arte di vivere. Egli non
fondò e non insegnò una religione o un “ismo”. Non istruì mai i suoi
seguaci a praticare riti o rituali, delle vuote e cieche formalità.
Al contrario, insegnò a osservare semplicemente la natura così come è,
osservando la propria realtà interiore. Per ignoranza continuiamo a
reagire in modi che sono nocivi per noi e per gli altri. Ma quando la
saggezza sorge - la saggezza di osservare la realtà così come è - allora
si esce dall'abitudine di reagire.
Quando smettiamo di reagire ciecamente, allora diveniamo capaci di agire
davvero - con azioni che nascono da una mente equilibrata, una mente che
vede e comprende la verità.
Tali azioni non potranno essere che positive, creative,
utili per noi stessi e per gli altri.
Ciò che è necessario, allora, è “conoscere se stessi”, un consiglio che
è stato ripetuto dai saggi di ogni tempo. Ci si deve conoscere non solo
a livello intellettuale, al livello delle idee e delle teorie, né solo a
livello emozionale o devozionale, accettando ciecamente ciò che abbiamo
ascoltato o letto. Questa conoscenza non è sufficiente. Si deve invece
conoscere la realtà a livello effettivo. Si deve sperimentare
direttamente la realtà di questo fenomeno mentale e fisico:
solo questo ci aiuterà a liberarci dalle sofferenze.
Questa esperienza diretta della nostra realtà interiore, questa tecnica
di auto-osservazione viene chiamata “meditazione Vipassana”.
Nella lingua dell'India ai tempi del Buddha, passana significava
guardare, vedere ad occhi aperti, nella maniera abituale.
Ma vipassana è osservare le cose così come sono in realtà, non
semplicemente come sembrano essere.
Si deve penetrare la verità apparente fino a raggiungere la verità
fondamentale dell'intera struttura mentale e fisica. Quando si
sperimenta questa verità, si impara a non reagire più ciecamente, a non
creare più negatività; e così, naturalmente, le vecchie negatività
saranno gradualmente eliminate.
Ci liberiamo dalla miseria e sperimentiamo vera felicità.
L’apprendimento, durante un corso di meditazione Vipassana, si svolge in
tre passi. In primo luogo ci si deve astenere da ogni azione fisica e
verbale che disturbi la pace e l'armonia degli altri. Non si può
lavorare per liberarsi dalle impurità della mente e, nel contempo,
continuare a compiere atti, con il corpo e con la parola, che le
moltiplichino. Quindi, un codice di moralità è il primo passo essenziale
della pratica. Ci si impegna a non uccidere, a non rubare, a non avere
un comportamento sessuale scorretto, a non mentire e a non usare
intossicanti. Astenendosi da queste azioni, si permette alla mente di
acquietarsi quanto basta per procedere ulteriormente.
Il passo successivo è quello di sviluppare la padronanza su questa
nostra mente selvaggia, esercitandola a rimanere fissa su di un solo
oggetto:
il respiro.
Si cerca di mantenere la propria attenzione sulla respirazione il più a
lungo possibile. Non si tratta di un esercizio di respirazione; non si
deve controllare il respiro. Si osserva la respirazione naturale così
come è, mentre entra e mentre esce. In questo modo si acquieta
ulteriormente la mente, così che non venga più sopraffatta da intense
negatività. Nel contempo si sta concentrando la mente, la si rende acuta
e penetrante, capace di lavorare più in profondità.
Questi due primi passi, condurre una vita morale e controllare la mente,
sono necessari e benefici di per se stessi, ma conducono alla
soppressione delle negatività se non viene compiuto il terzo passo:
purificare la mente dalle impurità, mediante lo sviluppo di una
percezione diretta della propria natura. Questo è Vipassana:
sperimentare la propria realtà tramite l'osservazione sistematica e
spassionata dentro di noi del fenomeno mente-materia, che è in continuo
mutamento e che si manifesta come sensazioni. Questo è l'apice
dell'insegnamento del Buddha: auto-purificazione mediante
auto-osservazione.
È qualcosa che può essere praticato da chiunque.
Tutti affrontano il problema della sofferenza.
È una malattia universale che richiede un rimedio universale, non un
rimedio settario. Quando si soffre a causa della rabbia, non si tratta
di rabbia buddista, induista o cristiana: la rabbia è rabbia. E quando
ci si agita a causa della collera, non è un’agitazione cristiana,
induista o buddista. La malattia è universale. Anche il rimedio dev’essere
universale.
Vipassana è questo rimedio. Nessuno obietterà nei confronti di un codice
di vita che rispetta la pace e l'armonia degli altri. Nessuno obietterà
verso lo sviluppare il controllo della mente. Nessuno può avere
obiezioni verso lo sviluppare la comprensione profonda della propria
natura, una comprensione che permette di liberare la mente dalle
negatività. Vipassana è una via universale.
Osservare la realtà così come è, osservando la verità al proprio
interno: questo è conoscersi direttamente ed esperienzialmente.
E a mano a mano che si pratica, ci si libera dalla miseria delle
impurità mentali. Dalla verità grossolana, esteriore, apparente, si
penetra fino alla verità ultima della mente e della materia. Poi la si
trascende e si sperimenta una verità che sta oltre la mente e la
materia, oltre il tempo e lo spazio, oltre il campo condizionato della
relatività: la verità della totale liberazione da tutte le negatività,
tutte le impurità, tutte le sofferenze. Non ha importanza che nome si
dia a questa verità ultima: essa è la meta finale per tutti. Che tutti
voi possiate sperimentare questa verità ultima.
Possano tutti liberarsi dalle loro impurità, dalla loro miseria. Possano
godere della vera pace, della vera armonia, della vera felicità.
CHE TUTTI GLI ESSERI SIANO FELICI !
di S.N. Goenka
S.N. Goenka è un insegnante di meditazione
Vipassana nella tradizione del maestro birmano Sayagyi U Ba Khin.
Il seguente articolo si basa su di un discorso tenuto pubblicamente da
S.N. Goenka a Berna, Svizzera, nel 1980.
Fonte:
http://www.atala.dhamma.org/pub/artevita.htm
Una pratica per difendersi
dalla negatività degli altri
di Amadio Bianchi
L’esperienza e l’intuizione portano alcuni soggetti a scegliere di
vivere applicando un atteggiamento sereno e positivo. L’intuizione,
tuttavia, spesso precede l’effettiva solidità costituzionale
psicosomatica richiesta per sostenere e difendere la scelta di tale
atteggiamento. Ecco perché nella maggior parte dei casi si rimane ancora
influenzabili dall’ambiente esterno nonostante la scelta sia stata
decisa e chiara.
E’ anche troppo palese che, senza aver prima realizzato una salda
capacità di "distacco", ovvero di non coinvolgimento, si è vincolati a
suggestioni provenienti dall’esterno.
Credo sia capitato a tutti, di fare i conti con la contaminazione
negativa che noi stessi, o altri, in taluni momenti portiamo nel circolo
di esistenze che stanno intorno a noi.
Un caso tipico viene spesso vissuto sul posto di lavoro quando, ad
esempio, e capita più facilmente di lunedì, un collega dopo aver passato
un brutto fine settimana, magari a bisticciare con la moglie, con i
figli o con la suocera, si presenta di cattivo umore. Anche se rimane
silenzioso e in disparte, finisce con coinvolgere chi gli sta intorno,
trasmettendo la propria negatività, e dalla quale, senza esperienza,
agli altri, diverrà difficile potersi salvaguardare.
Eccovi allora un esercizio che può aiutare a rinforzare le proprie
difese attivando uno schermo psicosomatico :
sdraiatevi sul pavimento (se non vi è possibile lo potete fare anche su
un letto) e, prima di tutto, sistemate con cura il corpo, nella
posizione ideale di rilassamento : le gambe leggermente aperte con le
punte dei piedi che cadono verso l’esterno, le braccia non troppo vicine
né troppo lontane, con il palmo delle mani rivolto verso l’alto. Il
mento leggermente più vicino allo sterno.
Concentratevi sul piano fisico e gradatamente, realizzate uno stato di
totale abbandono. Poi divenite consapevoli del respiro impegnandovi a
risvegliare la respirazione naturale e spontanea e, quando l’avrete
ottenuta, assumetene il controllo sviluppando respirazioni più lente e
profonde.
Concentratevi in seguito su un punto sotto i piedi distante circa 10
centimetri. Intensificate la vostra consapevolezza e sentite questo
punto chiaramente. Poi fate la stessa cosa sopra la testa cercando di
percepire nitidamente un punto 10 centimetri oltre il capo.
Visualizzate ora l’inspirazione che partendo dal punto oltre i piedi
risale sul lato destro fino al punto sopra la testa formando un
semicerchio luminoso. Con l’espirazione, al contrario, completate il
cerchio luminoso scendendo da sopra il capo a sotto i piedi sul lato
sinistro.
Continuate a lungo per rinforzare sempre più tale immagine fino a sentir
divenire concreto e reale quello scudo energetico a forma luminosa di
cerchio che vi state costruendo con la forza della vostra mente e del
respiro. Quando avrete resa tangibile, quasi reale, la visualizzazione
del cerchio, allora immaginate voi stessi sicuri, rilassati e protetti
all’interno di quel cerchio
e continuate fino a quando il tempo ve lo permetterà.
Senza dubbio, tale esercizio, in relazione con il piano energetico, vi
rinforzerà, anche da un punto di vista psicologico.
di Amadio Bianchi
Fonte:
http://digilander.libero.it/psychoplanet/C.Y.Surya/negativita.htm
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