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MISTERI
VIAGGIO NEL TEMPO |
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Lo Yoga della Mente e il Viaggio nel Tempo di Fred Alan Wolf Lo Yoga della Mente e il Viaggio nel Tempo Come diventare padroni dello spazio e del tempo
di Fred Alan Wolf
L’Autore, ricorrendo alla fisica
quantistica e alle antiche conoscenze dei testi sacri degli antichi
maestri yogi, indica come padroneggiare la mente per riuscire a
collassare lo spazio e il tempo, in modo da poter viaggiare sia nel
passato che nel futuro.
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LO YOGA DELLA MENTE E IL VIAGGIO NEL TEMPO Come diventare padroni dello spazio e del tempo di Fred Alan Wolf
SPAZIO, TEMPO ED EGO da: Lo Yoga della Mente ed il Viaggio nel Tempo - Compralo su Il Giardino dei Libri Normalmente diamo per scontato che il mondo esiste intorno a ciascuno di noi e che possiamo fare esperienza della nostra porzione di mondo attraverso i sensi. La fisiologia ci spiega come funzionano i sensi, come essi si affidino completamente al sistema nervoso per inviare e ricevere messaggi, ovvero gli impulsi di attività elettrica che viaggiano tra i neuroni. Con i nostri moderni strumenti tecnologici, possiamo vedere i minuscoli segnali elettromagnetici che questi messaggi emettono mentre si spostano, in particolare nel cervello, comunemente considerato la sede della coscienza. Queste "firme" elettromagnetiche forniscono un indizio interessante. Quando svolgiamo determinate attività sensoriali, come annusare una rosa, osservare una luce intermittente o sentire un cubetto di ghiaccio sulla nuca, certe aree del cervello "si accendono" contemporaneamente. Attualmente si sospetta che i modelli di questi "spettacoli di luci" simultanei abbiano molto a che fare con il nostro senso di individualità o in altre parole, con il nostro ego. Riguardo a questa cosa che chiamiamo ego, il mistero abbonda. Voglio subito dire che il viaggio nel tempo e l'ego sono strettamente e inversamente collegati e che con la dissoluzione dell'ego la possibilità del viaggio nel tempo aumenta. Il fondamento per questa affermazione proviene dagli Yoga Sutra di Patanjali, che all'incirca 2500 anni fa ha riconosciuto il ruolo che l'ego gioca nella nostra vita. Difatti, gli Yoga Sutra possono essere considerati un manuale per la dissoluzione dell'ego. Patanjali afferma che nell'individuo c'è una parte più interiore, chiamata il veggente, o vero sé, e una parte più esteriore o superficiale detta mente egoica, o sé illusorio. La mente egoica è composta di tre parti: la mente, l'intelligenza e l'ego. Quando si impara a padroneggiare il comportamento della mente egoica, la pura consapevolezza dell'anima, o conoscenza del vero sé, diviene possibile. Voglio parlarvi del sé illusorio. Il sé illusorio si manifesta attraverso cinque fluttuazioni o movimenti di qualcosa che esiste al di là dei confini dello spazio e del tempo: la stessa mente priva di ego. Questi movimenti permettono all'illusione della coesistenza dell'ego e del mondo, o "qui dentro" e "là fuori", di stabilirsi e mantenersi. Di conseguenza, riconoscendolo queste cinque fluttuazioni, è possibile imparare a vedere il vero sé attraverso di esse, proprio come il bambino della famosa favola rideva attraverso i vestiti nuovi dell'imperatore. La prima fluttuazione è forse la più difficile attraverso cui vedere perché è così irresistibile, soprattutto per la visione della vita propria dell'Occidente. È detta "conoscenza fondata", cioè quel tipo di conoscenza che deriva dalla percezione degli input sensoriali e dai modelli comportamentali appresi. Ragionare e riflettere a fondo é di importanza fondamentale in questo movimento; dunque la costruzione logica, lo studio dei libri, i corsi scolastici e affini lo inculcano e lo rafforzano. La maggior parte di noi si sentirebbe assai "nuda" senza la nostra mente logica su cui fare affidamento. La seconda fluttuazione può essere chiamata "parodia", o conoscenza infondata, ed è costruita dalle opinioni e credenze che tutti noi ci portiamo dietro e che non sono stabilite dalla conoscenza fondata, o prima fluttuazione. Qui si ritrovano un gran numero di colpevoli, come il pregiudizio e l'odio, ma anche le storie romantiche e fantastiche. Molti di noi non avrebbero nulla in contrario a liberarsi dell'odio, ma quanto alle nostre storie d'amore e ai nostri romanzi, per l'amor del cielo! La terza fluttuazione in realtà è collegata alla seconda ed è costituita dalle "parole senza significato o sostanza", come le esagerazioni: ebbene sì, c'erano opinioni esagerate anche ai tempi di Patanjali, e nel mondo odierno non sembrano mancare le pretese fantastiche e le pubblicità esasperate. Il quarto movimento potrebbe non sembrare di ostacolo alla realizzazione del viaggio temporale, ma lo è. Si tratta dello stato di sonno senza sogni. Il "sonno senza sogni" sembra vicino allo stato supremo del non-ego; ciononostante, rimane un ostacolo semplicemente perché al suo interno non sorge alcuna devozione o consapevolezza spirituale. E lo stato più vicino alla rinuncia al sè a cui si giunga normalmente. Esistono altri tre stati dell'essere: lo stato privo di sogni del non essere, lo stato di sogno dell'illusione, e lo stato di veglia della consapevolezza intelligente. Possiamo vedere che lo stato di sogno è collegato alla seconda fluttuazione, mentre lo stato di veglia appartiene alla prima fluttuazione. Questo implica che i sogni siano simili a parodie, cioè a distorsioni e illusioni, con l'unica differenza che accadono alla mente dormiente invece che alla mente sveglia. La quinta fluttuazione è molto probabilmente la più difficile da affrontare nella pratica. Si tratta della memoria di tutte le percezioni, immaginazioni, pensieri, oggetti, se si e interazioni con gli altri. Il fatto è che i ricordi persistono perché abbiamo fatto uno sforzo per trattenerli. Molto tempo fa, addirittura quando ero bambino, mi sono reso conto che non potevo ricordare niente che non avesse avuto un effetto emozionale su di me. Questo è molto bello quando cercate di ricordarvi il vostro primo bacio o quella divertente barzelletta che vi aveva insegnato vostro zio, ma ha una controparte negativa: una volta che avete un ricordo, esso rimane ostinatamente fisso nella mente, anche se pensate di non riuscire a ricordarvelo. Resta in agguato nel vostro inconscio, pronto a balzare su di voi alla prima occasione. Non ci vuole molto a richiamare alla mente un ricordo nascosto, a meno che non sia la mente profonda a decidere di tenerlo nascosto. Lo farà un sogno, oppure l'incontro con qualcuno che vi ricordo una persona che avete incontrato molto tempo fa. Potete pensare a queste fluttuazioni come barriere, ostacoli sulla vostra strada. Esse vi conficcano saldamente nella terra, nel tempo e nello spazio ordinari : agiscono come tradizionali ancore, e con quelle ben piantate al loro posto, è virtualmente impossibile un viaggio nel tempo con la vostra mente. Le scuole di Yoga offrono i mezzi per oltrepassare queste barriere. La loro meta viene definita come la realizzazione del vero sé, "al di là" delle fluttuazioni che mantengono vivo e vegeto il sé illusorio. Nel terzo capitolo degli Yoga Sutra, Patanjali descrive il viaggio nel tempo, la conoscenza del passato e del futuro, come una capacità o "potere" che è possibile conseguire lungo la strada che porta a questa realizzazione.
Da: Lo Yoga della Mente ed il Viaggio nel Tempo Compralo su Il Giardino dei Libri di Fred Alan Wolf Pag.22-24 |
Fred Alan Wolf, soprannominato Dottor Quanto, è la star del film (in Italia è stato pubblicato, da Macro Edizioni, solamente il libro
Ma che… bip… sappiamo veramente).
Oltre ad essere un fisico e uno scrittore, ha insegnato in numerose
università in diversi Stati del mondo. La sua passione e il suo impegno
nell’ambito della fisica quantistica e gli studi sulla coscienza
emergono dalle sue numerose pubblicazioni scientifiche, molto popolari
negli USA. Ha avuto la fortuna di incontrare, durante la sua vita,
grandi scienziati come Bohm, Feynman e Heisenberg.
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GUARDA IL VIDEO TRATTO DAL FILM: WHAT THE BLEEP DO WE KNOW? Con sottotitoli in italiano
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Fred Alan Wolf, soprannominato Dottor Quanto, è la star del film "What the Bleep do we know" (in Italia è stato pubblicato, da Macro Edizioni, solamente il libro Ma che… bip… sappiamo veramente). Oltre ad essere un fisico e uno scrittore, ha insegnato in numerose università in diversi Stati del mondo. La sua passione e il suo impegno nell’ambito della fisica quantistica e gli studi sulla coscienza emergono dalle sue numerose pubblicazioni scientifiche, molto popolari negli USA. Ha avuto la fortuna di incontrare, durante la sua vita, grandi scienziati come Bohm, Feynman e Heisenberg. |
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FARE ESPERIENZA AL DI LÀ DELLO SPAZIO TEMPO da: Lo Yoga della Mente ed il Viaggio nel Tempo - Compralo su Il Giardino dei Libri E’ possibile uscire dai limiti dello spazio-tempo? Se lo spazio-tempo è una metafora, o è irreale, dev'essere possibile. L'antica saggezza suggerisce che né il tempo né lo spazio sono reali, né separabili dall'ego, o senso del io. Gli antichi testi ci chiedono di investigare queste domande e risposte: se non siamo nient'altro che il nostro corpo, e il mondo che percepiamo non è nulla di più di quanto il nostro complesso corpo-mente ci dice, sembra che siamo radicati nello spazio tempo. Ma è davvero così? Può darsi che i nostri sensi cerchino di convincerci che coincidiamo con il nostro corpo in ogni tempo e in ogni luogo. Ma se il tempo e lo spazio non esistono al di là del senso del io, allora, come ci dicono i saggi, noi siamo parte di qualche realtà magnifica che trascende il tempo e lo spazio. Come possono il tempo e lo spazio essere proiezioni della mente che sorgono soggettivamente insieme all'ego? Un'idea del genere sfida la nostra esperienza dello spazio e del tempo come realtà oggettive radicate "la fuori" indipendenti dalla mente. Considerate l'esempio del sonno profondo o sonno senza sogni, stato in cui secondo i ricercatori del sogno noi passiamo prima di iniziare a sognare. Nel sonno profondo l'ego scompare; non abbiamo più alcuna idea di chi siamo. I testi antichi fanno notare che quando un re è addormentato, non ricorda di essere un re e quando mendicante dorme, non ricorda di essere un mendicante. In questo stato non c'è alcuna esperienza del tempo o dello spazio; non è presente l'ego per crearla. Quando sogniamo, sperimentiamo veramente un paesaggio di sogno composto di tempo e spazio. Sperimentiamo anche un ego di sogno, che quello che sta facendo esperienza del sogno. Il sogno ci sembra reale quando siamo al suo interno. Ma al risveglio ci appare chiaro che il paesaggio di sogno era creato dalla nostra mente. Quando ci svegliamo, abbiamo anche la sensazione di un ego, che questa volta si identifica con il nostro corpo fisico, la cui esperienza è "io sono il corpo". Sperimentiamo anche il tempo e lo spazio e individuiamo il nostro corpo al loro interno. Ma chi dice che la realtà oggettiva, dello stato di veglia, che viviamo ogni giorno non sia una forma di sogno collettivo? Che cosa significa che il tempo non è altro che una costruzione mentale? Se in ultima analisi il tempo non è reale, certamente non c'è un passato reale, né un futuro e non è reale nemmeno il presente; e nulla di simile a una creazione del mondo può davvero avere avuto luogo. Analogamente, se lo spazio é un'illusione, la distinzione tra interno ed esterno, senza la quale il mondo non può essere una realtà oggettiva, diventa a sua volta irreale, e con essa tutte le innumerevoli limitazioni apparentemente collegate. Ad esempio, ci sentiamo separati da tutte le creature. Ma se lo spazio é un'illusione, questo senso di separazione non deve essere davvero reale.
Da: Lo Yoga della Mente ed il Viaggio nel Tempo Compralo su Il Giardino dei Libri di Fred Alan Wolf Pag. 46-47 |
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