"La risposta terapeutica più bella è
la risata del paziente dopo che gli rimando la sua metafora.
Con il riso mi dice tante cose: che si
è sentito compreso e che ha capito nel profondo del suo animo la
terapia, che ha preso le distanze dall'afflizione che l'ha portato
alla malattia perchè la vede come una rappresentazione, che non ha
più paura, ma soprattutto, finalmente, c'è un paziente che si
diverte mentre viene curato."
Chi
è Gabriella?
Sono medico, laureata in medicina e chirurgia, odontoiatra, omeopata
e anche grafologa ed ho fatto una ricerca per 20 anni che mi ha
portato a capire che il paziente semplicemente si cura da solo.
Benissimo, abbiamo capito che siamo davanti ad un medico ufficiale,
anche se ufficiale non è il termine più appropriato, omeopata nonché
grafologa. So che hai
scritto un libro, che ho trovato molto interessante, la “terapia
verbale” ovvero la medicina della consapevolezza, ci puoi spiegare
cos'è la terapia verbale?
La terapia verbale è una terapia omeopatica, verbale, che cura il male
con lo stesso male: cioè il paziente quando esprime la sua malattia
usa inconsciamente un linguaggio poetico e metaforico collettivo che
io chiamo 'pazientese” che si compone di proverbi, modi di dire,
filastrocche etc..
Una volta che ho capito cosa mi vuol dire, rispondo con una battuta
che abbia un alto contenuto emozionale, in cui spiego il motivo
della sua malattia e il paziente ha una reazione: se ride, piange,
entra in trance o si arrabbia significa che è quasi sempre guarito
dal sintomo.
Quindi tu definisci questo come omeopatia verbale.. Sappiamo che
l'omeopatia esiste da tanti anni e usa curare le malattie con il
simile… sbaglio? Quindi secondo
te si può capire la malattia di una persona da come si esprime…
Esatto, a me non interessano analisi o altro, solo il modo di
esprimersi delle persone aiuta la mia terapia, che non c'entra
niente con la scienza… è solamente arte.
Tu
affermi nel tuo libro che la vita è una commedia e la malattia è
una metafora che le persone usano per manifestare il proprio
disagio... ma questa metafora, serve a nascondere il disagio o a
manifestarlo? La
malattia arriva da una bugia passiva, è data da uno schema che
costringe l'anima. Cioè nasce un conflitto di pensiero con la
propria anima. Può essere stato inculcato da qualcuno anche nella
notte dei tempi o essere già nel DNA, ma l'anima non può essere
presa in giro e lo rifiuta, così si manifesta la malattia.
Malattia come disagio dell'anima quindi?
Esatto
Cosa mi dici riguardo al condizionamento che le religioni esercitano
sulle masse? La
religione è stata inventata per dividere le masse, sono manovre
politiche usate soprattutto per dividere i sessi. A causa di tutte
le religioni c'è la donna sessuale o la donna vergine, questo è il
motivo principale delle discordanze fra i sessi, dalla pornografia
alla masturbazione, che cementa le perversioni.
Quindi tutto nasce dalla divisione? Effettivamente la religione da
2.000 anni divide il femminile dal maschile..
Esatto con la divisione cresce il potere, la divisione crea lo
schiavo e il tiranno, non c'è mai amore.
La nostra anima non cerca questo, cerca solo Amore. La malattia è il
risultato.
Di
tiranni ognuno di noi ne ha qualcuno nella propria vita, dal datore
di lavoro al compagno… Il tiranno è
quindi chiunque voglia esercitare del potere su di te? Sì,
può essere il marito, o la moglie..
Sulla tua lunga esperienza nel campo, quanti problemi di
condizionamento dell'anima arrivano dalla castrazione che deriva
dalla religione?
Tutte. Ci sono in tutti i casi manipolazioni del sesso e quindi
castrazioni. Le persone così sono malate dentro, e non lo sanno,
fino a che la malattia non si manifesta.
Come si può uscire da queste castrazioni?
Prendendo coscienza, cambiando i sistemi.
Hai
mai avuto problemi con gli amici o colleghi della tua città per le
idee che stai portando avanti? Sì,
con tutti.
Sei
stata messa da parte? Perché loro sono all'interno di un sistema?
Perché la verità è indecente e pericolosa. In maniera molto
semplice.
Inoltre la verità che sveli sarebbe alla portata di tutti e molto
economica...
Esatto, possono farlo tutti coloro che hanno spirito.
Si
può uscire da questo sistema? Sì,
certo, coltivate il vostro piacere, anche se peccaminoso. Questo vi
salverà dalla malattia.
Cos'è questo piacere?
L'amore è stato disgiunto dal piacere, questo è l'errore. Non si può
amare quello che non ci piace.
Se amiamo tutto quello che ci piace, dal lavoro all'amico alla
mamma, siamo tutti salvi.
Praticamente è la divisione che ci fa ammalare.
Quindi c'è un piano di divisione ben mirato che ci viene imposto per
colpire le coscienze delle persone? Si,
questa è la semplice verità. Se c'è qualcosa di complicato e
incomprensibile non deve preoccuparci.
La verità è semplice.
Bene Gabriella, sei stata chiara… quindi dobbiamo cercare il piacere
a 360 gradi, non solo sessuale ma in tutto ciò che facciamo, nelle
cose più semplici. Sì, il piacere non si trova nelle complicazioni, ma nelle cose
semplici.
Alcuni casi a-clinici
Della serie: “Ecco, finalmente l'ho detto!”oppure “Ecco, finalmente
l'ho fatto!”
Alla base di questo metodo, si trova un'indagine rigorosa quanto
immediata - l'immediatezza della sperimentazione - sulla radice del
malessere fisico. Se spiegata linearmente e con logica la cosa non
potrebbe funzionare. Ciò che funziona è l'effetto “cortocircuito”
(effetto choc) che per un momento fa cadere tutte le
razionalizzazioni sulle nostre “importantissime” malattie.
Uno dei casi recenti, raccontato da Gabriella:
“Si presenta una paziente con dei calcoli salivari. Non so niente
del suo lavoro.
Appena mi espone il problema sbotto dicendo: “Signora mia, ma lei
quanti calcoli fa durante il giorno?”. Lei pronta risponde: “Tanti
davvero, lavoro come ragioniera in un poliambulatorio!”
In quel preciso istante ride, sente un gran calore sul viso e nel
giro di una settimana i calcoli, sciogliendosi, vengono espulsi”.
Un'altra paziente racconta di essere guarita grazie alla lettura del
libro stesso. La consapevolezza dell'origine del suo disturbo - un
inizio di sclerosi a placche - è stata sollecitata dagli esempi
citati nella piccola pubblicazione.
La paziente deve rinunciare al suo amore per l'attività fisica
(amante dello sport e appassionata escursionista). Soffre infatti di
tremore con conseguente indebolimento delle fasce muscolari, sta
rischiando seriamente la paralisi alle gambe. Inoltre essendo figlia
di genitori separati ha fatto voto di non separarsi mai.
Spazientita dall'allopatia conosce altre terapie alternative, tra
cui l'opportunità di meditare (osservazione del respiro) sotto una
piramide. E' durante uno di questi momenti introspettivi che si
trova, improvvisamente, a sostenere un monologo interiore: “ Perché
tremi?” “Perché ho paura”. “Di che?”. “Ho paura di perdere il
contatto con la terra…”. “Paura di che cosa?” “Di allontanarmi (vedi
separarmi) da mio marito”.
Ecco, l'ho detto! L'innominabile!
Di seguito si separa dal marito, riacquista tutta la forza muscolare
e, ovviamente,
decide di conoscere più da vicino la D.ssa Mereu.
In certi casi si tratta di: Ecco, l'ho fatto! Ciò che mai e poi mai
andrebbe fatto! Come nel caso di: prendere un preservativo, metterci
dentro una medaglietta della Madonna, inserire il tutto in vagina e
andare a fare la comunione senza confessarsi. Al ritorno, seppellire
“il reperto” in un vaso di fiori.
In questo modo Gabriella sostiene di aver guarito molti casi di
cisti ovariche, fibromi e svariati disturbi a carico del sistema
riproduttivo femminile. “E non si dica che ci si astenga dal dovere
di riprodurre per godere! Guardate in quanti modi siamo in grado di
moltiplicare la vita (oltre a quelli già citati: polipi, aderenze,
tumori…)!” Ammicca Gabriella Mereu.
"La malattia viene da una emozione e
verità negata a causa degli schemi. Questi causano un conflitto di
comportamento che è dato dal dilemma se obbedire agli impulsi
dell'eros
o dello schema.
Il mio intervento verbale è terapeutico
perché, con la verità detta così improvvisamente , viene tolto lo
schema eliminando
il conflitto.
Avviene un piccolo shock a cui per
qualche minuto il paziente risponde spesso con uno stato stuporoso,
altre volte ride divertito e liberato, oppure gli si inumidiscono
gli occhi. In questi tre casi il sintomo passa quasi sempre.
La
terapia verbale è liberatoria sia per chi la fa sia per chi la
riceve.."