ANIMA GEMELLA

 


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L'anima gemella? Un bluff...

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L'anima gemella? un bluff...

di Gianpiero Ciappina

 

Colpo di fulmine e anima gemella, meravigliosi miti da sfatare. L’amore è altra cosa. Anzitutto una potenzialità che si allena. Da cercare dentro di sé e non chissà dove...

Colpo di fulmine e ricerca dell’Anima gemella sembrano essere i modelli di relazioni propagandati dalla nostra cultura. Vengono incoraggiati da film e telefilm, libri e riviste di ogni sorta (la nostra no, ndr). Si spaccia un modello di amore, fondato sulla ricerca di un’anima, che deve giungere a riempire il nostro vuoto esistenziale.

Il problema dell’amore sembra ridursi al problema di trovare l’anima gemella.

Secondo questa visione si limita cioè ad un semplice problema di ricerca.
Il mito dell’Anima gemella è originato dal mito platonico delle anime. Racconta Platone che, prima della nascita, le anime vivano nell’Iperuranio, in uno stato di armonia e completezza, uno modo di essere estatico determinato dal senso di interezza e perfezione. Alla nascita, tuttavia, l’anima viene separata in un principio maschile e un principio femminile, destinati a corpi diversi. Secondo Platone il destino degli esseri umani, sempre che vogliano recuperare quel senso di interezza, perfezione ed armonia, è quello di ritrovare l’anima che è stata separata al momento della nascita. La soddisfacente relazione di coppia quindi sembrerebbe sottoposta alla necessità di riunificare ciò che è stato separato.
Il mito platonico, al di là della sublime bellezza filosofica ed estetica, è penetrato a tal punto nella nostra cultura che ne siamo completamente immersi. Ovviamente, senza rendercene conto.
Di fatto esso si fonda su un errore psicologico che provoca diversi conflitti relazionali.

Vedere il problema dell’amore come ricerca dell’anima gemella, induce la persona a concentrare la propria energia sulla ricerca di qualcosa di esterno alla propria individualità.

Il mito platonico, nella sua banalizzazione, lascia credere che la realizzazione dell’Amore si debba limitare a trovare la persona giusta.
Un’illusione di enormi proporzioni che provoca grandi difficoltà nelle coppie. Detto con altre parole è come se un pittore pretendesse di trovare il paesaggio giusto prima di produrre la sua opera d’arte.

Per evitare di cadere in questo errore è necessario rendersi conto che l’attenzione non deve essere concentrata all’esterno, bensì all’interno dell’individuo. L’amore è una potenzialità.

Non è sufficiente sapere di possederla, bisogna anche svilupparla ed allenarla, così come gli artisti, che prima di produrre la loro grande opera originale, trascorrono moltissimi anni ad allenarsi, a studiare e a riprodurre le opere dei grandi artisti del passato.
Se il cuore è un muscolo che può essere allenato con la ginnastica e l’esercizio fisico, anche l’amore, come ci suggerisce Erich Fromm, è un’arte che si può apprendere.
Ogni individuo nasce con il desiderio di amarsi, di amare e di essere amato, ma queste sono solo potenzialità che vanno sviluppate. Ci sono grandi esempi nella storia di persone che hanno saputo allenare la loro capacità di amare, come Madre Teresa di Calcutta, il Mahatma Ghandi, Don Bosco. Nelle loro biografie loro stessi dichiarano apertamente che la capacità di amare è come un muscolo. Più lo alleni e più grande sarà la capacità di amare.
 

Per allenare la nostra capacità di amare anzi tutto dobbiamo distinguere l’Amore dal Possesso. L’amore non ha nulla a che fare con il possesso. Anzi, si può sviluppare solo quando la relazione è fondata sulla libertà. Spesso dare la libertà al Partner è una decisione dolorosa che crea conflitti interni proprio perché va in contrasto con il senso del possesso. D’altra parte è anche illusorio immaginare che una completa libertà possa essere il fondamento di una relazione stabile. È quindi importante valutare il proprio concetto profondo di fedeltà e lavorare perché la relazione sia basata su entrambi i livelli dell’amore.

E soprattutto che sia in grado di coinvolgere i nostri desideri, oltre i nostri bisogni.
Quello dei bisogni infatti è primo livello dell’amore. Essi sono comuni a tutti gli individui: il bisogno di sentirsi amato, il bisogno di cure e di attenzioni, il bisogno di comprensione e di calore umano. Questo livello, pur essendo connaturato all’essere umano, è quello di fronte al quale bisogna responsabilizzarsi. Infatti spesso può capitare che se un bisogno non viene soddisfatto dal partner, si avvii un processo di “pretesa”, dove il partner “deve” assolutamente soddisfare il bisogno.
Se gli individui rimangono a livello dei bisogni, il rapporto è destinato a diventare problematico.
Si rende quindi necessario sviluppare il secondo livello, quello dei desideri.
Desiderare viene dal latino (de-sidereum, “guardare alle stelle”) ed è l’elemento che spinge l’uomo ad innalzarsi dalla proprie miserie. Guardare alle stelle significa alzare lo sguardo verso il cielo e lo spirito, piuttosto che stare sempre a strisciare come vermi con il ventre sulla terra.
Dice Dante Alighieri: «Fatti non foste a viver come bruti , ma per seguire virtute e conoscenza».

Come possiamo tradurre questa frase relativamente al nostro discorso?

Significa che se rimaniamo a livello dei bisogni, il partner perde la sua libertà e diventa il mezzo che abbiamo trovato per soddisfare i nostri bisogni. Non più una persona, ma un oggetto, uno strumento per ottenere quello che ci serve: senso di protezione, di cura e di attenzione.

Il livello dei desideri è quello che invece ci spinge verso le stelle, verso il livello dello spirito. Ecco allora che il partner non è più solo un mezzo per soddisfare i pur legittimi ed umani bisogni, ma è invece un’opportunità per sviluppare la capacità di amare che supera i limiti umani. L’opportunità di vivere l’amore come dono e non come pretesa, l’opportunità di voler crescere e svilupparsi insieme ad un’altra persona, felici della

sua felicità.
Possiamo distinguere innamoramento e amore proprio dalla capacità con cui esercitiamo la nostra capacità di amare. Per innamorarsi non serve nulla: è un movimento istintivo, espressione dei nostri bisogni di calore e di sesso. Per passare invece ad una relazione stabile bisogna avere la forza di passare al livello di decisionalità, di progetto di coppia, dove invece l'istinto non è più sufficiente. E allora dovremmo allenare la nostra innata capacità di amare.

Giampiero Ciappina

direttore di

http://www.solaris.it


Fonte
www.traterraecielo.it

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"L’amore deve essere appreso:

è la più grande

arte che esista.
Voi non siete nati dotati

di quest’arte, non ha nulla

a che vedere con la

vostra nascita.

Dovrete impararla:

è l’arte più sofisticata." Osho


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